Hunger Games – Il canto della rivolta: film mediocre, messaggio pericoloso, gioventù bruciata!!!

Già andare al cinema da sola un venerdì sera non è il massimo, entrare poi in una sala piena di adolescenti scalmanati ed eccitati per l’inizio dell’ultimo film della saga già considerata cult per questa generazione, inizia ad essere preoccupante. Ma quando a metà film i ragazzini sollevano il braccio destro con le tre dita alzate (il saluto in onore della protagonista la Ghiandaia Imitatrice), gesto simile al saluto nazista, mi prende un attimo di sconforto e rido per non piangere.

saluto hunger games

Sono un’adulta bacchettona, lo so, e comincio a dire “io alla loro età non ero così“, tipica frase che tutti prima o poi dicono quando iniziano ad empatizzare più con i propri genitori che con i propri toy boy.

Chiusa parentesi, questo fascino da parte dei più giovani nei confronti della saga Hunger Games e la relativa isteria che ne è scaturita, mi hanno fatto venire voglia di andare al cinema e giudicare con i miei occhi cosa attirasse questi ragazzi e cosa potesse coinvolgerli tanto da sentirsi parte del film ed emozionarsi a tal punto da applaudire nei momenti clou!

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Bhé dopo averlo visto, ho capito. Ho capito che questa saga iniziò seguendo le classiche orme del “Grande Fratello” di Orwell, mischiando fantascienza e teen topics, ma poi con il secondo e soprattutto con questo terzo film si è voluto fare un prodotto esclusivamente per il fandom (per chi non lo sapesse: gruppo di fans che seguono uno stesso idolo).

Il concetto di rivoluzione qui utilizza strumenti molto moderni e vicini al pubblico in questione, come lo spot televisivo, la pubblicità, l’orecchiabile canzoncina inno delle masse rivoltose. Mostra una figura rivoluzionaria dai bei vestiti, dalla faccia riposata e che ha persino il tempo di preoccuparsi dei suoi problemi di cuore. E mi dispiace, ma non basta una citazione pittorica al quarto stato per farne un prodotto interessante o minimamente politicizzato.

Nonostante la Cina e la Thailandia abbiano censurato questa pellicola, io credo che quello che i ragazzi vedono nel personaggio della Ghiandaia Imitatrice non è assolutamente una rivoluzionaria ma semplicemente un idolo, come tanti altri, perché in un mondo in cui si vota in base alla simpatia dei politici e i comici sono l’idea che si avvicina di più al concetto di rivoluzione è normale che i giovani pensino che basti essere qualcuno per far sì che la gente ti ascolti…anche se non hai nulla da dire!

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