Ecco come sono diventata “directioner” a 30 anni!

Questa è la vera storia di una directioner adulta che vi racconta gli strani eventi che l’hanno portata ad avvicinarsi alla boyband del momento. Ovviamente parlo di ME!

me directioner

“Era una fredda serata di gennaio, ero seduta in un angolo dell’aeroporto di Londra, pronta a passare l’intera notte in quella posizione e poter prendere la mia coincidenza per la Germania la mattina dopo. La noia (e la mia capacità di parlare un paio di lingue) mi portò a chiacchierare con le mie vicine di accampamento, delle adolescenti spagnole di ritorno a Madrid dopo il loro emozionante fine settimana britannico. Mi mostrarono eccitate il loro ultimo acquisto: una rivista stile cioé con all’interno dei mega poster dei One Direction, discutendo fra loro su chi fosse il più bello. Io già conoscevo il gruppo perché sono sempre stata una grande fan di XFactor e proprio l’anno in cui vivevo in Inghilterra, loro erano nel programma. Ma successivamente ne avevo perso le tracce, senza sapere che le canzoni che canticchiavo nei supermercati erano le loro! Crazy crazy crazy until we see the sun…Lol

fischiettando

Le ragazze spagnole che per definizione non parlano l’inglese, furono alquanto deluse dal fatto che nel libro biografia dei loro 5 idoli (sempre in omaggio con la rivista) non ci fosse nessuna foto ma solo testo e per giunta in inglese. Al ché decisero di lasciarlo a me per intrattenermi durante la notte. Non fate quella faccia, un regalo non si rifiuta mai…non è mica un libro di Bruno Vespa!

Non avendo altri libri con me, iniziai a leggerlo, stando ben attenta ad occultare la copertina nel caso di passaggio di coetanei. All’inizio, da disoccupata giornalista frustrata, non ho potuto non pensare al povero scrittore costretto a studiarsi la vita di 5 ragazzini miliardari. Ma poi un po’ la stanchezza, un po’ che ultimamente sono sensibile alle storie di chi riesce ad avverare i propri sogni, mi sono addolcita e appassionata alle vite di questi ragazzi che si sono visti catapultati nello show business da un giorno all’altro senza nemmeno conoscersi.

Ho pensato che fossero dei bravi ragazzi del proletariato inglese sfruttati ben bene dalle case discografiche che gli avrebbero fatto fare la fine di tutte le boyband della storia, ovvero vestiti discutibili, dischi mediocri, fuori un solista e il resto nel dimenticatoio assieme a JC,Joey,Chris,Lance,Gary,Mark,Jason,Howard…etc.

Ma sono una persona che odia i pregiudizi e ama lasciarsi sorprendere, quindi decisi che una volta tornata a casa avrei ascoltato la loro musica e giudicato solo allora. Così feci! Su youtube trovai decine di loro video e a parte la geniale orecchiabilità dei pezzi mi sorprese soprattutto la loro autoironia, non erano la solita boyband, c’era qualcosa di estremamente nuovo nel loro modo di impersonificare un idolo. Questo mi fece arrivare alla conclusione che oltre ad essere dei bravi ragazzi del proletariato erano anche dei furbissimi business men in pieno controllo della loro immagine pubblica in ogni momento.

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Dopo questa analisi mediatica le directioners penseranno giustamente che non sarò mai una di loro e lo pensavo anche io fino a quando mi è capitato di vedere la diretta dei Brits Awards (essendo io una grande fan della musica inglese). In quell’occasione i One Direction vinsero uno dei riconoscimenti più importanti della serata ed Harry arrivò correndo sul palco giustificandosi dicendo che era andato a fare pipì e che i bagni erano lontanissimi. La cosa mi fece ridere tantissimo, soprattutto messo a confronto con il gesto di protesta senza motivo in nome del rock che poco dopo fece il cantante degli Arctic Monkeys sullo stesso palco”.

Da quel momento, quando voglio sorridere guardo un’intervista di questi cinque ragazzi, fatico a non canticchiare le loro canzoni quando partono in radio in un luogo pubblico, corrompo le nipotine per farmi “accompagnare” ai concerti e ho la Timeline Twitter invasa da isterismi prepubertà…

perché la vita è troppo pesante se pensiamo che gli adulti debbano fare solo cose da adulti!!! 

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Scoprite il “directioner” che c’è dentro di voi!

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